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Legalità e workers buyout. A EXPO le cooperative parlano di futuro.

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(Milano) Per Cristina Bazzini, vicepresidente di Federlavoro quello delle normative "è uno dei passaggi più delicati: il codice appalti è molto problematico ed è uno dei punti cardini su cui basare il nostro quotidiano".

Ma il tema delle cooperative è anche un giusto mix tra innovazione e tradizione. Bisogna "valorizzare quanto fatto fino a oggi - siamo nati e cresciuti nei territori - e al tempo stesso tramite le reti, le forme consortili valorizzare le peculiarità per fare fronte insieme" alle nuove trasformazioni perché "abbiamo le carte in regola per guardare al futuro", sottolinea.

La cooperazione "si candida - spiega Maurizio Gardini, presidente Confcooperative - a essere protagonista di una fase di cambiamento nella vita del Paese per quello che riguarda il welfare, i servizi, l'agricoltura sostenibile, per quello che riguarda un credito equo e garantito a tutti. E' un grande messaggio di speranza per la rinascita del Paese". Oggi lo strumento cooperativo "è usato da falsi o cattivi imprenditori per delinquere, noi vogliamo una legge di iniziativa popolare che garantisca più certezza a tutte le aziende serie e releghi ai confini del mercato queste figure che sfruttano i lavoratori, come ha detto Papa Francesco 'prostituiscono la cooperazione'".

Una racconta firma "partita circa 15 giorni fa" il cui obiettivo "è sicuramente 100mila firme; stiamo cercando non una firma facile, ma consapevolmente una adesione affinché ci sia pulizia nel mercato del lavoro e nell'economia". Per Gardini "Il rispetto della legalità" è un tema cruciale "e oltrepassare il limite della legalità significa uscire dalla cooperazione, siamo parte lesa quando questo accade perché per noi vale il rispetto pieno e totale delle buone prassi imprenditoriale e del vivere civile".

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